Omofobia a bordo campo. Arcigay Napoli: “basta omertà”

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sarri_omofoboLa partita di quarti di finale di Coppa Italia di ieri sera si è conclusa con la sconfitta del Napoli e la vittoria dell’Inter ma soprattutto con l’espulsione di entrambe gli allenatori a causa di uno spiacevole episodio di omofobia.

A raccontare l’accaduto, alla Gazzetta dello Sport, è Roberto Mancini, tecnico dell’inter, che accusa di atteggiamento razzista il collega del Napoli Roberto Sarri [nella foto].

“Avevo chiesto solo al quarto uomo il perché dei cinque minuti di recupero e lui ha iniziato a inveire contro di me, dandomi del ‘frocio’ e ‘finocchio’. Ha 60 anni e si deve vergognare”

Molti, tra cui lo stesso Sarri (che si è poi scusato con Mancini), avrebbero voluto che l’episodio “restasse in campo”. Tra quelli che invece apprezzano l’atteggiamento non omertoso di Mancini c’è Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli che in passato è stato responsabile nazionale sport per Arcigay

“Arrivano sanzioni e squalifiche se vi è un coro razzista, ma nessun provvedimento viene preso se arriva un insulto omofobo. Il Coni e la FIGC devono introdurre nei loro statuti e nei loro regolamenti norme chiare che contrastino le discriminazioni, il bullismo, le offese e la violenza ai danni delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali”

Sannino auspica per il futuro un confronto pubblico sul tema e invita Maurizio Sarri al corteo “Svegliati Napoli” che si terrà sabato 23 gennaio tra piazza Carità e piazza del Plebiscito.

“Sarri – conclude Sannino – come ogni persona che è nel suo ruolo pubblico, prima ancora che sportivo, ha una responsabilità enorme nei confronti di quei ragazzi e di quelle ragazze vittime quotidiane di bullismo soprattutto su quei “campi” dove non arrivano spesso le luci dei riflettori della stampa e delle Tv”