Candelora 2013: la storia di Anita
movimento. trans. avellino. candelora
scritto da napoligaypress | 2 Febbraio 2013 | condividi su
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Com’è ormai tradizione, anche quest’anno la Rete per la Candelora lgbt salirà a Montevergine a rendere omaggio a Mamma Schiavona e a chiedere diritti, spazi, felicità.
“Un appuntamento a cui non vogliamo rinunciare undici anni dopo il primo “Femminiello Pride” e che, anzi rappresenta per noi un’occasione di farci conoscere e di comunicare, con le nostre sensibilità, le difficoltà che viviamo nella vita di tutti i giorni”
A parlare è Loredana Rossi, presidentessa dell’Associazione Trans Napoli, che in occasione della Candelora 2013 intende portare alla ribalta una storia di discriminazione e violenza di cui l’associazione si sta occupando già da qualche mese. Una denuncia che vuole essere una prima pietra scagliata contro le ingiustizie di cui troppo spesso sono vittime le persone transessuali.
La vicenda è quella di Anita, trasferitasi da poco in un paesino dell’hinterland avellinese: fino a due anni fa era impegnata da oltre vent’anni nel corpo delle fiamme gialle. Maturata la scelta di diventare donna, ha dovuto affrontare tutte le difficoltà derivanti dal fatto di essere parte della Guardia di Finanza.
Il corpo, facendo appello al regolamento militare, l’ha congedata per inabilità al servizio militare incondizionato costringendola a scegliere tra una pensione di invalidità e il passaggio ai ruoli civili al Ministero delle Finanze. L’ATN ha intrapreso un’azione legale per cercare di capire se e come è possibile modificare questo comma del regolamento militare (che contiene una norma secondo cui chi ha avuto una diagnosi di Disturbo dell’identità di genere non è quindi idoneo allo svolgimento dei ruoli militari).
“Vorremmo che la storia di Anita - conclude Loredana Rossi - riuscisse a muovere l’indignazione dei cittadini avellinesi, perché l’accoglienza che ci riservate, ogni anno, in occasione della Candelora, dimostra quanto questa comunità sia capace di andare oltre le apparenze e i pregiudizi e di guardare alle persone nella loro interezza”
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