lo “spezzone” al napoliprideContinua la polemica interna al movimento lgbt partenopeo dopo quando accaduto al NapoliPride del 30 maggio scorso. Dopo la lettera aperta indirizzata al movimento femminista scritta dalla segreteria organizzativa del pride, arriva puntuale la risposta dello spezzone antirazzista, antisessista e antifascista tramite un commento lasciato su napoligaypress.it.

I collettivi rispondono definendo “calunnioso” il contenuto della lettera aperta e “falsificata” la ricostruzione dei fatti proposta dal Comitato NapoliPride

“Coloro che ricostruiscono questo falso racconto non dicono la cosa più importante, che con metodi a metà tra buttafuori di locali notturni e corvi sulla spalla, dopo esserci stati addosso con un atteggiamento volutamente ostile, hanno strappato il nostro striscione in piazza Matteotti determinando così (loro!) uno strappo con il movimento e con uno spezzone che fino alla fine ha cercato in tutti i modi di non raccogliere provocazioni”

I firmatari della lettera ritornano sugli eventi portando la loro versione dei fatti sia su quanto accaduto in Piazza Matteotti e Piazza del Gesù che sul loro coinvolgimento in tutta l’organizzazione, contestando l’equivoco “strumentale” (“E’ molto difficile equivocare la minaccia ad adire vie legali…”) e rivendicando la paternità del CopyLeft Pride (“…pensiamo più che altro che Iken si sia reso conto solo successivamente del gravissimo autogol su un campo da noi sempre contestato, quello della mercificazione di tutto ciò che gravita intorno alla lotta lgbtiq”).

I collettivi concludono escludendo la possibilità di ulteriori e “sterili botta e risposta” rivendicando il lavoro fatto e quello da fare

“Abbiamo costruito un’assemblea molto partecipata sui temi del genere, della razza e dell’antifascismo, nonché una festa enorme, bella, divertente. Senza queste iniziative il Pride non sarebbe stato visibile a Napoli perchè, dopo essersi appropriati della sigla, IKen, ArciLesbica e ArciGay hanno fatto poco o nulla perchè la manifestazione riuscisse”

> leggi il testo completo della lettera aperta

foto: napoligaypress.it

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